Diritti, nuove tecnologie fattore di progresso e non di regressione

Il Garante - Garante Privacy

Secondo Antonello Soro, Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, la pandemia ci ha reso consapevoli che anche il progresso più avanzato ha un fondamento umano che non deve mai essere dimenticato.

Il dover fare improvvisamente i conti con la vulnerabilità fisica e la fragilità del corpo ha – secondo Soro – trovato un contrappeso negli strumenti messi a disposizione dall’innovazione tecnologica. Solo così è stato possibile colmare virtualmente le distanze fisiche impedendo che si trasformassero in distanze sociali, mentre al contempo intelligenza artificiale e algoritmi supportavano diagnostica e contenimento del contagio.

Tuttavia, come quello fisico anche l’io digitale può rivelarsi vulnerabile e fragile. “La traslazione, mai così totalizzante, della nostra esistenza individuale e collettiva nella dimensione immateriale del web, espone infatti ciascuno di noi – in primo luogo attraverso i propri dati – alle sottili ma pervasive minacce di una realtà, quale quella digitale, tanto straordinaria quanto poco presidiata” sottolinea il Presidente del Garante Privacy. 

Le criticità ed i rischi non attengono esclusivamente alla sfera della sicurezza informatica, ma anche ad ingerenze e controlli meno percettibili di quelli tradizionali e, proprio per questo, più insidiosi. Il riferimento esplicito è allo smart working: è necessario tutelare la distinzione tra la vita privata e l’attività lavorativa, guardandosi dal cogliere l’occasione per per un monitoraggio sistematico e ubiquitario del lavoratore.

Le nuove tecnologie debbono, insomma, costituire un fattore di progresso e non di regressione, sul piano sociale e lavorativo. Le deroghe ai diritti, qualora indispensabili a gestire l’emergenza, devono essere reversibili e proporzionate. Ed è la protezione dei dati, che rappresentano il vero elemento costitutivo del digitale, “il presupposto ineludibile di ogni possibile equilibrio tra l’uomo e la tecnica, la libertà e il determinismo algoritmico”.

Fonte foto: garanteprivacy.it

Alessandra Schofield

Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, da oltre vent'anni sono vicina alle realtà associative di primo e di secondo livello degli Agenti d’assicurazione, prestando consulenza professionale nell’ambito della comunicazione. All’attivo ho anche un’esperienza nel mondo consumeristico. Attualmente collaboro con AUA Agenti UnipolSai Associati, dedicandomi a questo grande e coinvolgente progetto con passione ed entusiasmo.