Perché il cambiamento climatico favorisce l’epidemia di Coronavirus?

Febbraio 9, 2021by Alessandra Schofield
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L’analisi condotta da Robert M. Beyerab, Andrea Manica e Camilo Mora mostra come il cambiamento climatico abbia inciso sull’aumento di specie di pipistrelli nelle regioni geografiche considerate probabilmente originarie dei Coronavirus SARS-CoV-1 e SARS-CoV-2, evidenziandone il nesso meccanico con l’insorgenza dei due virus.

Oltre il 60% delle malattie infettive che si manifestano nel mondo può essere ricondotto al mondo animale e in particolare alla fauna selvatica. 

I pipistrelli hanno un posto speciale tra gli animali ospiti di patogeni, in quanto fra tutti i mammiferi sono portatori della più ampia quota di virus cosiddetti zoonotici e trasmettono oltre 3.000 differenti Coronavirus. 

Pertanto, numerosi Coronavirus che notoriamente hanno infettato gli esseri umani, hanno molto probabilmente avuto origine dai pipistrelli, inclusi i tre tipi associati al decesso di persone: la sindrome respiratoria MERS  e le sindromi respiratorie acute SARS CoV 1 e 2.

Ceppi di Coronavirus rilevati nella provincia della Cina meridionale Yunnan sono molto vicini sia al SARS-CoV-1 che al SARS CoV-2, suggerendo questa o le regioni confinanti del Myanmar e del Laos quali possibili iniziali luoghi di origine di entrambe le SARS.

In queste regioni, peraltro, si ritrovano gli habitat naturali della civetta delle palme mascherata e del pangolino del Borneo, che – come assodato – hanno agito da ospiti intermedi, probabilmente trasmettendo il SARS-CoV-1 e il SARS-CoV-2 agli esseri umani.

Si presume che civette e pangolini portatori di questi virus siano stati catturati e commercializzati nei mercati di fauna selvatica di Guangdong e Wuhan, dove si è rilevata l’iniziale diffusione tra la popolazione umana delle rispettive malattie. 

Il numero di Coronavirus presenti in una data area è fortemente correlato con la quantità locale di varietà di pipistrelli, quindi un incremento di tale quantità può aumentare le probabilità che un Coronavirus potenzialmente pericoloso per la popolazione umana sia presente, venga trasmesso o evolva in quella zona.  

Ma a sua volta, la quantità di specie è condizionata dal cambiamento climatico, che influisce sulla distribuzione geografica delle varietà di pipistrelli alterando l’idoneità degli habitat, costringendo le specie animali a sparire da alcune zone consentendone però la diffusione in altre.  

Questi cambiamenti impattano non solo direttamente sulla distribuzione geografica delle malattie infettive degli animali diffondendo i loro ospiti in nuove aree, ma apportano modifiche anche alla composizione e all’ecologia delle specie, potenzialmente creando nuove interazioni ospite-patogeno che possono creare nuovi percorsi di trasmissione o facilitare l’evoluzione di varianti pericolose per l’uomo.

I ricercatori sottolineano quindi come il comprendere in che modo la distribuzione globale delle specie di pipistrelli, e quindi dei Coronavirus da questi trasportati, si sia modificata a seguito del cambiamento climatico, potrebbe costituire un passo importante nella ricostruzione delle origini della diffusione dei Coronavirus tra la popolazione umana.

Fonte foto: https://pixabay.com/it/photos/pipistrello-appeso-colori-zoo-3884254/

Alessandra Schofield

Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, da oltre vent'anni sono vicina alle realtà associative di primo e di secondo livello degli Agenti d’assicurazione, prestando consulenza professionale nell’ambito della comunicazione. All’attivo ho anche un’esperienza nel mondo consumeristico. Attualmente collaboro con AUA Agenti UnipolSai Associati, dedicandomi a questo grande e coinvolgente progetto con passione ed entusiasmo.