L’analisi ANIA delle aspettative dei Consumatori italiani per i prossimi 5 anni. L’indagine condotta nell’ambito della “Nota mensile sulle aspettative dei consumatori italiani” ANIA di luglio 2024 offre una panoramica dettagliata delle percezioni e delle aspettative degli Italiani rispetto a eventi futuri di diversa natura. Questo studio, realizzato grazie al progetto “Italian Survey on Consumer Expectations” (ISCE), ci permette di comprendere come i cittadini nel nostro Paese vedano il futuro e quali siano le loro principali preoccupazioni economiche.
L’indagine ha chiesto agli intervistati di valutare la probabilità del verificarsi di vari eventi gravi nei prossimi cinque anni, attribuendo una probabilità da 1 a 100. Tra questi eventi figurano rischi naturali, politici e tecnologici. La stessa scala è stata utilizzata per valutare l’impatto economico di questi eventi sull’economia nazionale, sul reddito familiare e sul patrimonio immobiliare.
L’indice di preoccupazione geopolitica, calcolato come media delle risposte riguardanti la possibilità di un conflitto nucleare, l’instaurazione di una dittatura o il crollo dell’Unione Europea, ha registrato un valore medio di 32,8, indicando una preoccupazione medio-bassa tra gli Italiani per eventi di carattere geopolitico.
Diversamente, l’indice di preoccupazione per catastrofi naturali ha registrato un valore medio di 47,4, evidenziando una maggiore preoccupazione per eventi come terremoti e calamità legate ai cambiamenti climatici. Quasi un terzo del campione ritiene poco probabile il verificarsi di un grave evento geopolitico nei prossimi cinque anni, mentre un intervistato su dieci ritiene molto probabile il verificarsi di un evento naturale estremo.
Quando si tratta di valutare l’impatto economico di questi eventi, i consumatori italiani hanno espresso timori significativi. Un conflitto su larga scala che porti a una guerra nucleare è percepito come l’evento con il maggiore potenziale distruttivo sull’economia nazionale, seguito da un crollo finanziario simile a quello del 2008 e da calamità naturali legate ai cambiamenti climatici. D’altro canto, eventi come un’innovazione tecnologica dirompente o una crisi informatica sono visti come meno impattanti.
L’analisi dell’impatto sul reddito familiare conferma queste tendenze. I conflitti nucleari e i crolli finanziari sono considerati gli eventi con le conseguenze economiche più gravi per le famiglie italiane. Allo stesso tempo, le tensioni sociali e le innovazioni tecnologiche dirompenti sono percepite come meno impattanti sul reddito familiare.
Per quanto riguarda il patrimonio immobiliare, i consumatori italiani ritengono che un conflitto su larga scala, seguito da eventi naturali estremi come forti terremoti e calamità climatiche, avrebbero le conseguenze più devastanti. Eventi come nuove pandemie o crisi informatiche sono percepiti come meno impattanti sul patrimonio immobiliare.
Uno degli aspetti più interessanti dell’indagine riguarda la discrepanza tra il rischio percepito e il rischio reale. La percezione del rischio idrogeologico e sismico è relativamente uniforme su tutto il territorio nazionale e non sembra correlata al rischio reale basato su dati oggettivi. Ad esempio, nonostante la Calabria sia una delle regioni con il maggiore rischio idrogeologico, la percezione del rischio è simile a quella di regioni come le Marche o la Lombardia, dove il rischio è significativamente minore.
Dall’indagine emerge che i consumatori italiani vedono un futuro incerto, con una maggiore preoccupazione per eventi catastrofici naturali rispetto a quelli geopolitici. I conflitti nucleari e i crolli finanziari sono percepiti come le maggiori minacce economiche, mentre le innovazioni tecnologiche dirompenti e le crisi informatiche sono viste come meno impattanti. Questa analisi offre un’importante chiave di lettura per comprendere meglio le aspettative economiche future degli italiani e può servire come guida per le decisioni politiche e strategiche del Paese.



