Innovazione digitale nella Sanità Cosa pensano gli Italiani di telemedicina, Intelligenza Artificiale e Fascicolo Sanitario Elettronico

Settembre 19, 2024by Alessandra Schofield

Innovazione digitale nella Sanità Cosa pensano gli Italiani di telemedicina, Intelligenza Artificiale e Fascicolo Sanitario Elettronico. Dal report “Outlook Salute Italia 2024” di Deloitte, emergono dati interessanti sull’innovazione e la trasformazione digitale in ambito sanitario.
La telemedicina è una delle tecnologie sanitarie emergenti che sta ricevendo sempre più attenzione in Italia. Secondo il report, circa l’82% degli Italiani dichiara di essere a conoscenza della telemedicina, ma solo il 17% ha effettivamente utilizzato questi servizi nell’ultimo anno. I principali motivi del mancato utilizzo includono l’assenza di proposte da parte dei professionisti o delle strutture sanitarie (66%) e una preferenza per il contatto diretto con il medico (26%).
Anche se la telemedicina ha un potenziale significativo per migliorare l’accesso ai servizi sanitari, in particolare nelle aree remote, la sua implementazione pratica è dunque ostacolata da una scarsa integrazione nel sistema sanitario attuale e dalla riluttanza dei pazienti a rinunciare al rapporto diretto con il medico. Tuttavia, il 23% degli intervistati si dichiara predisposto a utilizzarla maggiormente in futuro.

Il Fascicolo Sanitario Elettronico è uno degli strumenti chiave nella digitalizzazione del sistema sanitario. Il 74% degli italiani ha dichiarato di conoscere il FSE, ma solo il 44% lo ha utilizzato almeno una volta​. Come noto, questo strumento consente ai pazienti di visualizzare referti, certificati, ricette (85% degli utenti), prenotare visite mediche o prestazioni (50%), consultare esenzioni o modificare il proprio medico di famiglia (32%). La percentuale di utenti del FSE è più alta nelle regioni del Nord Italia, soprattutto in Lombardia, Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia, e tra coloro che appartengono alla fascia d’età 35-44 anni. Uno degli aspetti più apprezzati del FSE è la semplicità d’uso e la facilità d’accesso, anche se alcuni utenti, specialmente quelli con un livello di istruzione più basso, trovano difficoltà nell’utilizzo.

L’uso dell’Intelligenza Artificiale in ambito medico è un altro aspetto chiave della trasformazione digitale della sanità. Più della metà degli Italiani intervistati conosce l’AI applicata alla medicina, con la fascia più giovane (18-24 anni) che è particolarmente consapevole del suo potenziale. Tra i principali benefici percepiti dall’AI in medicina, troviamo i miglioramenti nella diagnosi e nel trattamento, grazie all’elaborazione di grandi quantità di dati clinici e il supporto decisionale per i medici, che possono utilizzare l’AI per formulare diagnosi più accurate e piani di trattamento personalizzati.
Tuttavia, esistono preoccupazioni diffuse legate all’AI, tra cui il rischio di errori nelle diagnosi o nelle cure (54%) e la mancanza di competenze adeguate tra i professionisti sanitari per gestire le tecnologie intelligenti (50%). Nonostante questi timori, chi è consapevole dell’AI si dichiara generalmente fiducioso riguardo al suo potenziale nel migliorare i servizi sanitari in Italia. Secondo il Report, la digitalizzazione offre varie opportunità per migliorare il sistema sanitario, tra cui semplicità d’accesso e utilizzo dei servizi sanitari (48%), maggiori possibilità di scelta di medici, strutture e orari delle prestazioni (36%), continuità nella cura (29%, in lieve calo rispetto all’anno precedente​)
I rischi percepiti riguardano principalmente la perdita del contatto diretto con i medici (46%), che resta una delle maggiori preoccupazioni, la difficoltà nell’accesso ai servizi digitali, soprattutto per la popolazione più anziana e meno alfabetizzata digitalmente (31%) e la complessità delle procedure (29%), che rappresenta un ostacolo per molti cittadini​.

Il processo di digitalizzazione in sanità ha accelerato durante la pandemia, con un aumento significativo nell’uso di piattaforme digitali. Nel 2024, il 54% degli italiani ha prenotato una prestazione sanitaria online e il 58% ha ricevuto un referto tramite canale digitale, segnalando un cambiamento culturale verso una maggiore accettazione del digitale.

Foto di Mohamed Hassan da Pixabay

 

Alessandra Schofield

Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, da oltre vent'anni sono vicina alle realtà associative di primo e di secondo livello degli Agenti d’assicurazione, prestando consulenza professionale nell’ambito della comunicazione. All’attivo ho anche un’esperienza nel mondo consumeristico. Attualmente collaboro con AUA Agenti UnipolSai Associati, dedicandomi a questo grande e coinvolgente progetto con passione ed entusiasmo.