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Le aspettative dei consumatori per i prossimi 12 mesi. I dati ANIA. La “Nota mensile sulle aspettative dei consumatori italiani” ANIA di novembre 2024 analizza le percezioni economiche dei cittadini italiani per i 12 mesi successivi.
Le aspettative relative al Prodotto Interno Lordo (PIL) nazionale indicano una contrazione prevista, ma in miglioramento rispetto al passato. A ottobre 2023 si attendeva una diminuzione pari a 1,77%, mentre a luglio 2024 la contrazione stimata si è ridotta a 1,06%. I giovani si dimostrano più pessimisti rispetto alle fasce di età più anziane, riflettendo un divario generazionale nella fiducia verso la ripresa economica. Questo miglioramento progressivo delle previsioni suggerisce una maggiore fiducia nelle politiche economiche adottate, pur restando prevalenti aspettative negative.
Per quanto riguarda l’inflazione, le attese sono calate progressivamente. A ottobre 2023 il valore previsto era pari a 1,63%, mentre a luglio 2024 è sceso a 1,20%. La stabilità osservata negli ultimi mesi segnala una moderazione delle pressioni inflazionistiche. Le fasce di età centrali, tra i 45 e i 64 anni, prevedono tassi di inflazione più elevati rispetto ai giovani e agli anziani.
Le aspettative sul tasso di disoccupazione mostrano un trend positivo. A ottobre 2023, i consumatori si aspettavano un valore pari a 9,56%, che si è ridotto a 8,79% a luglio 2024. I lavoratori nei servizi immobiliari e alle imprese risultano più ottimisti, prevedendo una disoccupazione media dell’8,24%, mentre quelli del commercio stimano un tasso più alto, pari a 9,02%. Le giovani generazioni e gli anziani si mostrano più favorevoli rispetto alle fasce di età intermedie.
Sul fronte dei tassi di interesse sui mutui, dopo una diminuzione dal 5,42% di ottobre 2023 al 4,80% di gennaio 2024, le previsioni si sono stabilizzate attorno al 4,72% a luglio dello stesso anno. Nonostante il miglioramento dei tassi, si è registrata una diminuzione nella domanda di mutui e prestiti per beni durevoli.
Le aspettative sui prezzi degli immobili restano stabili, con una variazione prevista vicina allo zero. A luglio 2024, il valore atteso era pari a 0,06%. Esistono però marcate differenze territoriali: in province come Novara e Imperia si prevede un aumento rispettivamente dell’1,51% e dell’1,25%, mentre in altre come Vercelli e Matera si stima una diminuzione rispettivamente dell’1,67% e dell’1,33%. I giovani e gli anziani mostrano maggiore ottimismo rispetto alle fasce di età intermedie.
L’indice di incertezza è diminuito in modo netto tra ottobre 2023 e gennaio 2024, stabilizzandosi nei mesi successivi.
La pubblicazione è disponibile a questo link.



