
EIOPA e BCE propongono un sistema europeo di gestione dei rischi cat nat
EIOPA e BCE propongono un sistema europeo di gestione dei rischi cat nat. La European Insurance and Occupational Pensions Authority (EIOPA) e la Banca Centrale Europea (BCE), hanno formulato una proposta congiunta per un sistema europeo di gestione dei rischi cat nat. La collaborazione è iniziata con la pubblicazione di un documento di discussione nell’aprile 2023, nel quale si evidenziavano il crescente “insurance protection gap” nell’UE e le sue implicazioni economiche e finanziarie e che ha stimolato il dibattito tra vari stakeholder, inclusi assicuratori, associazioni di settore, organizzazioni non governative, istituzioni accademiche e rappresentanti del settore pubblico. La risposta ricevuta ha motivato ulteriori approfondimenti, portando alla bozza presentata ufficialmente lo scorso dicembre.
Tra il 1981 e il 2023 – osservano EIOPA e BCE – le catastrofi naturali hanno causato circa 900 miliardi di euro di perdite economiche dirette nell’UE. Di queste, solo circa un quarto è stato assicurato. Questo divario (“insurance protection gap”) si sta ampliando a causa dei cambiamenti climatici, che aumentano la frequenza e la gravità degli eventi estremi. L’Europa è il continente che si sta riscaldando più rapidamente al mondo e, anche a fronte della crescente imprevedibilità degli eventi climatici legati ai cambiamenti globali, è fortemente esposto. In tale contesto, la mancanza di un’adeguata copertura assicurativa contribuisce a rallentare la ripresa economica, ad aumentare l’esposizione delle banche ai rischi di credito e ad aggravare i bilanci pubblici, essendo i governi spesso costretti a intervenire per coprire le perdite non assicurate.
Da queste considerazioni scaturisce la proposta di un sistema a due pilastri.
Il primo pilastro consiste in uno schema di riassicurazione pubblico-privato UE, che si pone gli obiettivi di migliorare la copertura assicurativa per i rischi cat nat e promuovere la diversificazione del rischio a livello europeo, attraverso la condivisione dei rischi stessi tra gli Stati membri. Lo schema, caratterizzato dalla volontarietà per Stati membri e assicuratori, sarebbe finanziato tramite premi basati sul rischio raccolti da assicuratori e riassicuratori e avrebbe la funzione di stabilizzatore per ridurre la volatilità dei costi assicurativi e favorire l’accesso al mercato per i rischi ad alta intensità. Ciò consentirebbe una migliore diversificazione del rischio rispetto ai sistemi nazionali e una riduzione dei costi associati alla copertura del rischio.
Il secondo pilastro, consistente in un meccanismo di finanziamento pubblico UE per i disastri naturali, vuole supportare la ricostruzione post-catastrofe, specialmente per i danni di maggior entità, incentivando al contempo gli Stati membri ad adottare politiche di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. I fondi sarebbero raccolti attraverso contributi degli Stati membri, proporzionali ai loro profili di rischio, e i finanziamenti verrebbero condizionati all’implementazione di piani di adattamento e resilienza nazionali. In questo modo, la prevenzione sarebbe maggiormente incentivata, mentre l’onere finanziario a carico dei governi nazionali risulterebbe ridotto.
Il lavoro analizza gli schemi nazionali di 12 Paesi, che risultano avere una copertura assicurativa maggiore (circa il 47% delle perdite assicurate) rispetto a quelli privi di tali meccanismi (meno del 18% delle perdite assicurate). Le caratteristiche principali degli schemi nazionali sono l’ampiezza della copertura rispetto a rischi assunti e beni inclusi, l’obbligatorietà, il calcolo dei premi in base al rischio, un ruolo significativo del settore pubblico nel sostenere il sistema e incentivazioni per le misure di prevenzione.



