Intelligenza artificiale e settore assicurativo A che punto siamo?

Intelligenza artificiale e settore assicurativo A che punto siamo

 

Intelligenza artificiale e settore assicurativo A che punto siamo? Negli ultimi dieci anni, l’intelligenza artificiale si è diffusa progressivamente anche nel settore assicurativo, trasformando in maniera sempre più importante processi, prodotti e interazioni con i clienti. Questa evoluzione ha attraversato diverse fasi, caratterizzate dall’adozione crescente di tecnologie avanzate e dal conseguente emergere di opportunità e potenziali bias.

Il quinquennio 2015-2020 è stato contraddistinto da una fase iniziale di adozione, durante la quale le Compagnie hanno iniziato a integrare l’AI per migliorare l’efficienza operativa e l’esperienza cliente. Questo è il periodo in cui gli obiettivi principali sono: l’automazione dei processi e l’implementazione di sistemi di Robotic Process Automation (RPA) per lo svolgimento delle attività ripetitive, riducendo i tempi di elaborazione e gli errori umani; l’analisi predittiva, per migliorare la valutazione dei rischi tramite algoritmi di machine learning, consentendo una personalizzazione più accurata delle polizze; l’introduzione di chatbot e assistenza virtuale nell’interazione con i clienti. Secondo l’EIOPA, già nel 2018 il 31% delle compagnie assicurative europee utilizzava il machine learning, mentre un ulteriore 24% era in fase di sperimentazione .

Dal 2020 al 2025 assistiamo a una significativa accelerazione nell’adozione dell’intelligenza artificiale nel settore e ad un più deciso impulso all’innovazione, in termini di nuove tecnologie e modelli di business. L’intelligenza artificiale generativa è stata adottata nella gestione dei sinistri, nella distribuzione e nella sottoscrizione delle polizze. Secondo una ricerca condotta da EY nel 2024, il 96% degli intervistati si aspetta effetti significativi o rivoluzionari dall’IA Generativa nella gestione dei sinistri, in particolare nei processi di valutazione del danno e nelle misure antifrode. Le compagnie tradizionali hanno intensificato le partnership con startup InsurTech per integrare soluzioni innovative AI. Ma secondo il World Property and Casualty Insurance Report 2024 di Capgemini, solo l’8% delle compagnie Danni si distingue come apripista nell’ambito dell’underwriting, ottenendone vantaggi competitivi grazie all’impiego di dati e processi automatizzati basati sull’AI. Nel quinquennio ancora in corso, le Imprese assicurative hanno iniziato a utilizzare fonti di dati non tradizionali e in tempo reale, come quelli provenienti da dispositivi telematici e indossabili, per offrire servizi personalizzati e migliorare la gestione del rischio. Tuttavia, solo il 18% delle compagnie assicurative riesce a ottimizzare l’utilizzo dei dati per ottenerne un vantaggio sulla concorrenza.

La crescente adozione di questo tipo di tecnologia impone di prestare la massima attenzione alla gestione dei dati personali e alla conformità alle normative sulla privacy, garantendo inoltre che le decisioni prese dall’AI siano comprensibili e prive di qualsiasi rischio per i consumatori.

Le Autorità di vigilanza nazionali e transnazionali hanno iniziato a esplorare quadri normativi per l’uso responsabile dell’intelligenza artificiale nel settore assicurativo, sottolineando costantemente e ripetutamente l’importanza di un approccio etico e responsabile nell’adozione dell’AI.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

 

Alessandra Schofield

Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, da oltre vent'anni sono vicina alle realtà associative di primo e di secondo livello degli Agenti d’assicurazione, prestando consulenza professionale nell’ambito della comunicazione. All’attivo ho anche un’esperienza nel mondo consumeristico. Attualmente collaboro con AUA Agenti UnipolSai Associati, dedicandomi a questo grande e coinvolgente progetto con passione ed entusiasmo.