City Flows Terza Edizione Wolf Hoffmann Germania Mobilità dei migranti e il progetto dedicato alla bicicletta
City Flows Terza Edizione Wolf Hoffmann Germania Mobilità dei migranti e il progetto dedicato alla bicicletta. Durante la terza edizione di City Flows, è stato approfondito il tema della mobilità dei migranti, le cui difficoltà sono moltiplicate e amplificate dalla scarsa o nulla conoscenza della lingua del Paese ospitante, delle sue regole, o dalla disponibilità di risorse economiche molto limitate.
Il primo intervento su questo tema è stato affidato a Wolf Hoffmann, Vicepresidente dell’Associazione tedesca per la sicurezza stradale (Deutsche Verkehrswacht), sezione della Sassonia-Anhalt. Il relatore ha collaborato con l’Associazione tedesca per la sicurezza stradale dopo una lunga carriera nella polizia, e, una volta in pensione, si è dedicato ad attività di volontariato con diverse organizzazioni. Tra queste, l’associazione di assistenza alle vittime della strada e la Deutsche Verkehrswacht, una delle più antiche organizzazioni tedesche per la sicurezza stradale, che ha celebrato di recente il suo centenario.
L’associazione è strutturata con 16 sedi regionali, una per ciascun Land, e circa 600 sedi locali, rendendola una rete capillare diffusa in tutto il territorio tedesco.
Le attività dell’associazione si rivolgono a diversi gruppi target: bambini delle scuole primarie e materne, giovani neopatentati, persone anziane e altri gruppi vulnerabili. In Germania si può ottenere la patente a 18 anni, e l’educazione alla sicurezza stradale è considerata fondamentale sin dall’infanzia.
Hoffmann ha poi presentato un progetto specifico dedicato alle persone con background migratorio e ai rifugiati, evidenziando che molti di loro non conoscono bene le regole del traffico tedesco e non hanno familiarità con la segnaletica stradale, e dedicato alle donne migranti o rifugiate, spesso madri, che vivono in aree lontane dai centri urbani e dipendono dai mezzi pubblici per spostarsi.
Il progetto, incentrato sull’uso della bicicletta, ha avuto l’obiettivo di offrire loro maggiore autonomia negli spostamenti. Apprendere a usare questo mezzo, rappresenta per molte di queste donne un passo verso l’inclusione sociale, poiché consente di raggiungere più facilmente i servizi e le opportunità presenti in città. Numerosi moderatori e volontari appartenenti alle associazioni di vigilanza stradale (Verkehrswachten) hanno collaborato all’organizzazione dei corsi, contribuendo alla loro riuscita.
Hoffman ha sottolineato l’importanza di coinvolgere anche altri soggetti nei progetti, come associazioni e centri di accoglienza, con cui l’associazione ha lavorato stabilmente per facilitare l’inclusione dei migranti. I moduli formativi prevedono una parte teorica, dedicata alla conoscenza delle regole della strada e della segnaletica, e una parte pratica, centrata sull’apprendimento della guida della bicicletta.
Durante i corsi pratici i volontari sostengono fisicamente le partecipanti per aiutarle a mantenere l’equilibrio, e per molti Tedeschi, in particolare della sua generazione, è stato sorprendente scoprire che alcune donne adulte, di 30 o 40 anni, non avevano mai imparato ad andare in bicicletta.
Non esistono ancora dati precisi sull’efficacia a lungo termine dei numerosi progetti finora attuati e sostenuti sia a livello nazionale che locale, poiché mancano informazioni sistematiche sui risultati pratici e sulla sicurezza stradale delle persone migranti che vi hanno partecipato.




