Union Banking A che punto è la creazione del sistema bancario unico europeo L’intervento di Luigi Federico Signorini alla convention internazionale ANIA
Union Banking A che punto è la creazione del sistema bancario unico europeo L’intervento di Luigi Federico Signorini alla convention internazionale ANIA. Nel suo recente intervento al convegno internazionale dell’ANIA “The Savings and Investment Union: Achievements and Perspectives. State of the art almost a year after its launch”, tenutosi lo scorso 24 ottobre 2025, il Direttore Generale della Banca d’Italia e Presidente dell’IVASS Luigi Federico Signorini ha osservato che la creazione di mercati integrati costituisce un principio economico fondamentale per un’allocazione più efficiente delle risorse.
Tale obiettivo è alla base del processo di costruzione europea fin dal 1957. L’integrazione dei mercati finanziari, e in particolare di quelli dei capitali, assume oggi un rilievo speciale in un contesto di innovazione accelerata, in cui l’Europa rischia di essere superata da altre aree del mondo.
Per sfruttare appieno il potenziale di crescita derivante dallo sviluppo tecnologico, è necessario creare un contesto favorevole all’innovazione e agli investimenti innovativi. Tra i vari ambiti di intervento, uno dei principali è la realizzazione di un mercato dei capitali più efficiente.
Il “materiale grezzo” degli investimenti è il risparmio, di cui in Europa non vi è affatto carenza. Il tasso medio di risparmio dell’area euro dal 2010 – ha riportato Signorini – è stato costantemente superiore al 13%, contro un tasso inferiore al 7% negli Stati Uniti. Nel 2024, i risparmi delle famiglie europee hanno superato i 1.400 miliardi di euro, pari al 15,3% del reddito disponibile lordo. Tuttavia, una parte significativa di tali risparmi finanzia investimenti all’estero, a causa dell’incapacità dell’area di attrarre sufficienti fondi interni e stranieri.
Nonostante i punti di forza del continente – come l’eccellente capitale umano e l’ampiezza del mercato – persistono barriere che impediscono una piena integrazione, specialmente nei settori bancario, finanziario e assicurativo.
Le banche svolgono un ruolo primario nel canalizzare i risparmi verso investimenti produttivi, sia tramite l’erogazione diretta di credito sia come supporto ai mercati dei capitali.
Dal 2014, la vigilanza bancaria dell’area euro è esercitata congiuntamente dalla BCE e dalle autorità nazionali, con standard armonizzati, prassi condivise e un sistema informativo comune. Ciò ha consentito la creazione di una struttura di supervisione sostanzialmente unificata, assai diversa da quella frammentata che caratterizzava il periodo della crisi finanziaria globale, quando ogni autorità nazionale agiva in modo isolato.
Nonostante i progressi, l’Unione Bancaria (Banking Union, il sistema bancario unico europeo) rimane però incompleta. Mancano ancora elementi fondamentali, come un sistema comune di garanzia dei depositi e una revisione del quadro di risoluzione delle crisi bancarie. Inoltre, diversi indicatori mostrano un rallentamento nel processo di integrazione.
Signorini accoglie dunque con favore l’intenzione della Commissione Europea di fissare obiettivi più ambiziosi per completare la Banking Union e superare le barriere residue alle operazioni transfrontaliere.
L’intervento integrale, in inglese, è disponibile a questo link.




