Da cosa dipende la propensione ad acquistare TCM in Francia Mix by audio-joiner.com
Da cosa dipende la propensione ad acquistare TCM in Francia. I risultati del recente studio Behavioral drivers of individuals’ Term Life Insurance Demand: evidence from a Discrete Choice Experiment indicano che la domanda di assicurazioni temporanee caso morte e la valutazione dei singoli attributi contrattuali non dipendono soltanto da caratteristiche socioeconomiche e demografiche. Le variabili comportamentali, in particolare la preoccupazione per il futuro, l’altruismo, l’ottimismo sulla sopravvivenza e la percezione del rischio nella gestione del patrimonio, contribuiscono in modo rilevante a spiegare sia la propensione all’acquisto sia l’eterogeneità delle preferenze individuali.
Si rileva senz’altro una propensione positiva e significativa dei rispondenti a scegliere un contratto assicurativo, ma non una tendenza significativa a scegliere sistematicamente una polizza indicata rispetto ad un’altra, a indicazione del fatto che i partecipanti hanno effettivamente confrontato le alternative proposte. In media, i rispondenti preferiscono una prestazione liquidata in capitale rispetto a una prestazione erogata sotto forma di rendita. Rispetto all’assenza di richiesta di informazioni sanitarie, la compilazione di un questionario dichiarativo non produce un effetto significativo, mentre la richiesta di esami e test medici genera un effetto negativo sull’utilità percepita. Secondo lo studio, ciò si deve al fatto che la compilazione di un questionario in fase assuntiva è abituale, mentre l’assenza totale di informazioni sanitarie è molto rara nel mercato delle temporanee caso morte.
Il check-up medico annuale viene percepito come un complemento alla copertura caso morte, mentre i partecipanti non mostrano disponibilità a sostenere un costo aggiuntivo per accedere a un’applicazione di wellness. Tra le garanzie aggiuntive, quasi tutte producono un effetto positivo significativo rispetto alla loro assenza, con l’eccezione dell’indennità giornaliera in caso di ospedalizzazione. Il premio mensile, come previsto dal modello, ha invece un effetto negativo sull’utilità percepita.
La disponibilità a pagare viene poi analizzata rispetto ai diversi attributi della polizza. I contratti proposti nell’esperimento prevedevano premi mensili pari a 26, 37 o 48 euro. I risultati indicano che i rispondenti richiederebbero una riduzione del premio di circa 5 euro al mese per scegliere una prestazione erogata sotto forma di rendita invece che in capitale. Richiederebbero inoltre una riduzione di circa 5,7 euro mensili per accettare esami e test medici nella fase di sottoscrizione. Manifestano però una disponibilità media a pagare circa 1,6 euro in più al mese per polizze che includono un check-up medico annuale, circa 3 euro per una garanzia aggiuntiva di 100.000 euro in caso di morte accidentale e circa 2 euro per una clausola che preveda il rimborso del 50% dei premi versati in caso di sopravvivenza. L’attributo più valorizzato è il finanziamento delle spese funerarie in caso di sopravvivenza, previsto se l’assicurato è vivo alla scadenza del contratto, con pagamento di 5.000 euro alla famiglia al momento del decesso per finanziare le spese funerarie, con una disponibilità media a pagare pari a circa 8,5 euro mensili aggiuntivi.
L’analisi dell’eterogeneità mostra che l’86% dei rispondenti è disposto a pagare per una polizza temporanea caso morte. La disponibilità media a pagare per la rendita, rispetto al capitale, è negativa e pari a circa -5 euro; solo il 20% dei rispondenti preferisce la modalità di pagamento in rendita, mentre la maggioranza preferisce il capitale. Quando la fase di sottoscrizione comprende esami e test medici, la disponibilità individuale a pagare è negativa per quasi tutti i rispondenti, con una media pari a -5,72 euro. Questo indica che gli individui si aspettano una riduzione del premio quando il processo assuntivo diventa più invasivo. L’eterogeneità è invece più marcata per alcune garanzie: doppio pagamento in caso di morte accidentale, rimborso del 50% dei premi versati in caso di sopravvivenza e finanziamento delle spese funerarie.
Rispetto alla propensione individuale a scegliere una polizza, il modello risulta spiegato soprattutto da caratteristiche sanitarie e comportamentali. A differenza di parte della letteratura, gli autori non trovano una relazione positiva ma non lineare tra età e domanda di assicurazione vita. In altre parole, gli individui che dichiarano una salute peggiore, rispetto a chi dichiara una salute eccellente o molto buona, hanno una probabilità inferiore di scegliere un contratto. Questo risultato si discosta dalla teoria della selezione avversa, ma è coerente con gran parte delle evidenze empiriche sulla domanda di assicurazione vita e con la teoria della selezione vantaggiosa.
La preoccupazione per il futuro ha un effetto positivo sulla probabilità di scegliere un contratto. Anche l’altruismo aumenta la probabilità di scelta della polizza, in coerenza con il ruolo dei motivi successori o di destinazione patrimoniale ai beneficiari. Gli autori non trovano invece una relazione tra preferenza per il rischio e domanda di temporanea caso morte. Gli individui che non hanno un’idea della propria probabilità di sopravvivenza risultano meno inclini ad acquistare un contratto. Il documento aggiunge che, pur senza significatività statistica, una minore alfabetizzazione assicurativa, approssimata dalla dichiarazione di non possedere contratti assicurativi, presenta una relazione negativa con la propensione a scegliere una polizza.
Per quanto riguarda la modalità di pagamento della prestazione, l’unica caratteristica demografica che spiega la disponibilità a pagare è la genitorialità: gli individui con almeno un figlio sono più propensi a preferire una prestazione in rendita. Il documento collega questo risultato alla volontà di garantire che la somma non venga spesa tutta in una sola volta. Anche gli individui ottimisti rispetto alla probabilità di sopravvivere oltre gli 85 anni preferiscono significativamente la rendita. Inoltre, quanto più un individuo è preoccupato per il futuro, tanto più tende a preferire il pagamento in forma di reddito periodico. Tuttavia, anche chi ha scelto una lotteria più rischiosa mostra una maggiore preferenza per il pagamento in rendita.
La disponibilità a condividere informazioni sanitarie tramite esami e test cresce con l’età, ma in modo non lineare. I giovani tendono a non voler condividere informazioni, gli individui di mezza età sono più disponibili a farlo, mentre gli anziani tornano a mostrare minore disponibilità verso esami invasivi. I pensionati presentano una minore utilità negativa rispetto a questo tipo di processo assuntivo, elemento che il documento collega al possibile minore costo del tempo associato agli esami in questa fascia. Gli individui ottimisti sulla propria probabilità di sopravvivenza mostrano una disponibilità a pagare positiva per i test di underwriting, mentre gli individui più preoccupati per il futuro presentano una disponibilità inferiore.
L’eterogeneità relativa alle garanzie aggiuntive risulta spiegata soprattutto dagli atteggiamenti verso il rischio nella gestione della ricchezza. La disponibilità a pagare per un pagamento aggiuntivo in caso di morte accidentale diminuisce quanto più l’individuo è propenso al rischio nella gestione del patrimonio. Lo stesso risultato si osserva per le garanzie collegate alla sopravvivenza.




