Così le Autorità italiane monitorano l’uso dell’IA nell’ambito finanziario e assicurativo Banca D’Italia
Così le Autorità italiane monitorano l’uso dell’IA nell’ambito finanziario e assicurativo Banca D’Italia. Il rapporto OCSE del 2026 Artificial Intelligence in Italian Financial Markets Approaches by Italian financial authorities to promote safe AI deployment, esamina l’approccio delle autorità finanziarie italiane al monitoraggio dell’uso dell’intelligenza artificiale nel mercato domestico e alla promozione di un’innovazione responsabile, sia per quanto concerne le misure di vigilanza esistenti e le iniziative in corso, comprese quelle basate su strumenti di Supervisory Technology, o SupTech, sia relativamente ai meccanismi di facilitazione dell’innovazione, finalizzati a creare un ambiente favorevole alla sperimentazione e al dialogo diretto tra autorità e industria finanziaria.
Banca d’Italia esercita funzioni di vigilanza sulle attività bancarie e finanziarie, sugli intermediari non bancari registrati e sul mercato dei servizi di pagamento. CONSOB è l’autorità di vigilanza sul mercato italiano dei prodotti finanziari. IVASS esercita la vigilanza sulle imprese di assicurazione e riassicurazione, sui gruppi assicurativi e sugli altri intermediari assicurativi. COVIP vigila sui regimi pensionistici complementari. Per alcune materie, come la stabilità finanziaria, le competenze sono condivise tra Ministero dell’Economia e delle Finanze, Banca d’Italia e CONSOB; il MEF interviene inoltre in ambiti trasversali, tra cui regolazione e politiche del sistema finanziario, tutela del cliente, trasparenza e intermediari non bancari.
Banca d’Italia ha attivato diverse iniziative di raccolta informativa e analisi. La FinTech Survey viene utilizzata per valutare il livello di adozione delle innovazioni tecnologiche nei servizi finanziari; si tratta di un esercizio biennale, avviato nel 2021 e proseguito con l’edizione 2023. La versione 2025 include domande sulla GenAI e sulle implicazioni del recepimento dell’AI Act europeo. Sempre nel 2025, Banca d’Italia ha avviato una nuova indagine sugli operatori fintech italiani non regolamentati, destinata a integrare la survey precedente.
Un ulteriore canale di raccolta informativa di Banca d’Italia riguarda l’ICT self-assessment. L’autorità pubblica template per l’autovalutazione del rischio ICT rispetto ai requisiti previsti da DORA, contribuendo a una raccolta strutturata di informazioni sui rischi ICT presso i soggetti vigilati. Per gli enti meno significativi, il self-assessment comprende una sezione generale obbligatoria e una sezione specifica richiesta solo a un campione di intermediari; tra queste sezioni, una riguarda l’adozione del machine learning.
Il rapporto richiama anche la Regional Bank Lending Survey, attraverso cui Banca d’Italia raccoglie dati, mantenuti a livello aggregato e utilizzati a fini di analisi economica, anche per esaminare l’adozione delle tecnologie digitali nel settore bancario. Questa indagine ha contribuito a individuare l’impiego dell’AI nei progetti fintech, incluse applicazioni in funzioni critiche come credit scoring, monitoraggio, antiriciclaggio e individuazione delle frodi. L’edizione 2024 ha segnato l’avvio della raccolta di dati sulla GenAI e sull’uso di codici di condotta relativi all’AI; l’edizione 2025 prevede la raccolta di informazioni sul ruolo delle BigTech nella fornitura di soluzioni AI e sullo stadio di avanzamento dei sistemi nel loro ciclo di vita.
Le ispezioni di Banca d’Italia, secondo il documento, non sono ancora specificamente focalizzate sull’AI, ma il tema viene valutato indirettamente attraverso aree connesse, come l’IT e la gestione del rischio di credito. Sul piano della ricerca interna, Banca d’Italia dispone di un team multidisciplinare dedicato a big data, machine learning e intelligenza artificiale, composto da economisti, statistici e informatici appartenenti a diversi dipartimenti dell’Istituto. Il rapporto segnala inoltre la recente creazione di un comitato interdipartimentale dedicato al coordinamento di alcune attività interne relative all’AI.
Banca d’Italia è richiamata anche per specifiche attività di studio e sperimentazione. Nel 2022 ha pubblicato un paper sull’applicazione dell’AI al credit scoring, dedicato sia alle questioni teoriche sia al contesto regolatorio e istituzionale, includendo i risultati di una survey su un campione di intermediari finanziari italiani che avevano adottato tali modelli. Il rapporto cita inoltre proofs of concept: uno, realizzato con alcune banche, ha mostrato che procedure basate su soluzioni AI possono ridurre i costi di compliance regolatoria per gli enti finanziari e i costi di verifica per le autorità; un altro ha indicato che le reti neurali possono supportare il rilevamento di difetti di stampa nella produzione delle banconote.




