Raccolta Danni nel primo trimestre 2026 I dati ANIA Mix by audio-joiner.com
Raccolta Danni nel primo trimestre 2026 I dati ANIA. Secondo quanto riporta il numero 6 di ANIA Trends – luglio 2026, alla fine di marzo 2026 i premi contabilizzati nel portafoglio diretto italiano del settore Danni dalle imprese italiane e dalle rappresentanze estere ammontano complessivamente a 13,643 miliardi di euro. Rispetto alla fine del primo trimestre 2025, la raccolta è aumentata del 4,4%, mostrando tuttavia un rallentamento rispetto al +9,2% registrato un anno prima. Le imprese italiane e le rappresentanze di imprese extra-UE hanno contabilizzato 11,307 miliardi, con una crescita del 4,5%, mentre le rappresentanze di imprese con sede nell’Unione europea hanno raccolto 2,336 miliardi, in aumento del 4%.
La crescita complessiva deriva sia dal settore Auto sia dai rami Danni diversi dall’Auto, ma il comparto Auto raggiunge 5,389 miliardi di euro, registrando un incremento annuo del 6%. Il ritmo di crescita risulta leggermente superiore al +5,6% rilevato alla fine del 2025, ma inferiore agli aumenti osservati a marzo 2025, pari all’8,2%, a giugno 2025, pari al 7,5%, e a settembre 2025, pari al 7,2%.
All’interno del settore Auto, i premi del ramo R.C. Autoveicoli e natanti sono pari a 3,877 miliardi di euro, con una crescita complessiva del 5,4%. Di questo importo, 3,380 miliardi provengono dalle imprese italiane e dalle rappresentanze extra-UE, con un aumento del 3,4%, mentre 497 milioni sono stati raccolti dalle rappresentanze UE, che registrano una crescita molto più elevata, pari al 21,3%.
Secondo il documento, l’aumento dei premi R.C. Auto è principalmente riconducibile all’evoluzione del costo dei sinistri, fortemente influenzata dall’inflazione. Nel periodo compreso tra il 2022 e il 2025, il premio medio R.C. Auto è cresciuto del 16,4%, in misura inferiore rispetto all’aumento dei principali costi connessi ai sinistri, che nel loro complesso hanno risentito di un’inflazione del 17,2%. In particolare, i prezzi dei pezzi di ricambio sono aumentati del 16,4%, mentre il costo dei danni alla persona è cresciuto di oltre il 18%.
Nel primo trimestre 2026, a fronte di un incremento dell’1,4% del parco circolante, i premi R.C. Auto continuano ad aumentare a un ritmo compreso tra il 2% e il 3% su base annua. Tale crescita risulta superiore all’inflazione generale, indicata intorno all’1,4%, ma sostanzialmente in linea con l’evoluzione del costo dei sinistri. Il documento riconduce questo andamento al necessario adeguamento tariffario rispetto ai costi, che si manifesta con un certo ritardo temporale. In una prospettiva di lungo periodo, il livello dei premi resta comunque inferiore a quello del passato: tra il primo trimestre 2012 e il primo trimestre 2026, il premio medio R.C. Auto risulta diminuito complessivamente del 26%.
Il ramo Corpi veicoli terrestri ha invece totalizzato 1,512 miliardi di euro, con una crescita annua del 7,6%. Le imprese italiane e le rappresentanze extra-UE hanno raccolto 1,331 miliardi, in aumento del 6%, mentre le rappresentanze UE hanno contabilizzato 181 milioni, con un incremento del 20,9%. Il ramo conferma quindi un andamento positivo, anche se in rallentamento rispetto al 2025. Il documento collega tale dinamica alla ripresa delle immatricolazioni di nuovi veicoli, generalmente caratterizzati da un valore più elevato e più frequentemente assistiti da garanzie accessorie, fattori che contribuiscono all’aumento della raccolta.
I rami Danni diversi dall’Auto hanno raggiunto complessivamente 8,253 miliardi di euro, con una crescita del 3,4%. Anche in questo caso si registra una decelerazione rispetto alle variazioni precedenti: +9,9% a marzo 2025, +7,6% a giugno, +7,5% a settembre e +7,1% alla fine del 2025. Le imprese italiane e le rappresentanze extra-UE hanno raccolto 6,596 miliardi, con un aumento del 4,7%, mentre le rappresentanze UE hanno contabilizzato 1,658 miliardi, registrando una diminuzione dell’1,7%.
Tra i rami Non Auto, la crescita più consistente riguarda il ramo Malattia, che ha raggiunto 1,8 miliardi di euro di premi, con un incremento dell’11,4%. Il dato conferma la dinamica positiva già osservata nei trimestri precedenti.
Il ramo Incendio ha contabilizzato circa 1,1 miliardi di euro, con una crescita annua superiore al 7%, ma sensibilmente inferiore al +17% rilevato alla fine del 2025. Il rallentamento viene ricondotto a due fattori. Da un lato, nel 2026 risulta più contenuta la crescita delle coperture assicurative obbligatorie, dopo il forte sviluppo registrato nel 2025 in concomitanza con le scadenze previste per l’adeguamento normativo. Dall’altro, viene meno l’effetto prodotto nel 2025 dall’ingresso nel mercato rilevato di alcune compagnie captive, la cui presenza si è ormai stabilizzata.
Il ramo Infortuni ha raccolto 1,2 miliardi di euro, con un aumento del 4,1%, superiore al +3,5% osservato alla fine del 2025. Pur presentando volumi più limitati, anche i rami Tutela legale e Assistenza mostrano dinamiche sostenute: la Tutela legale cresce del 6,1%, mentre l’Assistenza registra un incremento del 9,5%.
Il ramo Altri danni ai beni ha raggiunto 1,1 miliardi di euro, con una crescita dell’1,1%, inferiore alla media complessiva del settore. Il comparto Trasporti risulta invece in forte diminuzione, con una perdita prossima al 20% su base annua. Anche il ramo R.C. generale mostra una flessione: a fronte di un volume superiore a 1,5 miliardi di euro, la raccolta diminuisce dell’1%. Con volumi più contenuti risultano in calo anche il ramo Credito, del 6,2%, e il ramo Cauzioni, dell’1,1%.
Per quanto riguarda le rappresentanze di imprese con sede legale nei Paesi europei, nel primo trimestre 2026 contabilizzano complessivamente 2,3 miliardi di euro di premi Danni, pari al 17,1% della raccolta complessiva del settore, con una crescita del 4% rispetto a marzo 2025. Il documento precisa che, nella seconda metà del 2025, un importante portafoglio è passato all’estero in regime di libera prestazione di servizi ed è pertanto uscito dal perimetro della rilevazione.
Nell’attività delle rappresentanze UE si osserva una netta divergenza tra Auto e Non Auto. La raccolta Auto aumenta del 21,2%, grazie alla crescita del 21,3% della R.C. Auto e del 20,9% dei Corpi veicoli terrestri. Al contrario, i premi Non Auto diminuiscono dell’1,7%.
Relativamente al settore Danni nell’ambito degli investimenti assicurativi di Classe C, cioè quelli riferiti alle polizze tradizionali e valutati secondo i principi contabili nazionali, con esclusione degli investimenti relativi alle polizze linked e ai fondi pensione, con stime elaborate su un campione rappresentativo di circa il 90% degli investimenti del mercato e successivamente riferite alla totalità del settore, alla fine di giugno 2026, lo stock complessivo degli investimenti di Classe C sfiora i 729 miliardi di euro. Di questi, quasi 115 miliardi, pari a circa il 16%, sono riferibili al settore Danni, mentre 614 miliardi, pari all’84%, riguardano il Vita. Nel complesso dei due settori, il 58% degli investimenti ha natura durevole e il restante 42% natura non durevole.
Il saldo complessivo tra plusvalenze e minusvalenze latenti del settore assicurativo è negativo per 1,4 miliardi di euro, in netto miglioramento rispetto ai -13,5 miliardi di fine marzo 2026 e ai -5,6 miliardi di fine dicembre 2025. Il settore Danni presenta però un saldo positivo di 11,9 miliardi, contrapposto al saldo negativo di 13,3 miliardi registrato dal settore Vita.
Nel quadro complessivo degli investimenti assicurativi, il comparto obbligazionario, comprendente obbligazioni societarie e titoli di Stato, mostra un saldo negativo di circa 25 miliardi. Il comparto azionario registra invece un apporto positivo pari a 16,8 miliardi, in aumento rispetto a dicembre 2025. Negli ultimi trimestri osservati, il saldo degli investimenti azionari è rimasto costantemente positivo e superiore a 10 miliardi; a giugno 2026 risulta determinato prevalentemente dagli investimenti durevoli, che contribuiscono per 13,7 miliardi. Il saldo relativo alle obbligazioni societarie è negativo per 3,3 miliardi, ma risulta lievemente migliorato rispetto a marzo.
Alla fine di marzo 2026, il Solvency ratio medio dell’intero settore è pari al 268%.
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