Semplificazione dei contratti assicurativi IVASS in audizione presso la Commissione Bicamerale
Semplificazione dei contratti assicurativi IVASS in audizione presso la Commissione Bicamerale. Nell’audizione del 16 aprile 2026 alla Commissione Bicamerale per la Semplificazione, nell’ambito di un’indagine conoscitiva sui rapporti tra cittadini, imprese private e pubblica amministrazione, con particolare attenzione alla semplificazione e alla trasparenza dei contratti pubblici e delle clausole contrattuali per l’accesso ai servizi, la Consigliera IVASS Prof.ssa Maddalena Rabitti ha approfondito il tema del rapporto tra semplificazione, trasparenza e tutela del consumatore nel settore assicurativo.
La semplificazione non deve essere considerato un obiettivo formale o burocratico, ma un elemento direttamente connesso al mandato istituzionale dell’Authority, dato che la protezione adeguata degli assicurati e degli aventi diritto alle prestazioni assicurative è lo scopo principale della vigilanza. Ecco perché chiarezza e comprensibilità della documentazione contrattuale assumono un rilievo centrale non solo per la tutela dei contraenti, ma anche per il corretto funzionamento del mercato e per l’efficienza complessiva dei rapporti giuridici. Poiché il contratto assicurativo è fortemente connesso con la disciplina normativa, una semplificazione delle regole si riflette direttamente anche sulla chiarezza del contratto e dei documenti che accompagnano il rapporto assicurativo.
Negli ultimi anni, gli obiettivi di semplificazione normativa e di trasparenza delle clausole contrattuali hanno assunto un’importanza crescente nelle iniziative legislative europeo e nazionale riguardanti il settore assicurativo e, più in generale, il settore finanziario. La trasparenza protegge il consumatore da un lato, e dall’altro rafforza la competitività complessiva del sistema. Il Rapporto Draghi sul futuro della competitività europea individua nella semplificazione della regolamentazione un fattore orizzontale di rafforzamento competitivo, e la Commissione Europea, con il Competitiveness Compass for the EU, ha qualificato la semplificazione normativa come un fattore essenziale per la competitività strategica dell’Unione nel periodo 2024-2029.
In questa cornice, il legislatore europeo è intervenuto tanto sul versante prudenziale, con la revisione di Solvency II, quanto nell’adozione o revisione di nuovi strumenti normativi come FIDAR e Retail Investment Strategy, valutandone gli effetti alla luce dei principi di semplificazione. Anche interventi normativi trasversali, come il Digital Omnibus AI Regulation, pur non nascendo esclusivamente per il settore assicurativo, possono incidere in modo rilevante su di esso.
EIOPA, Autorità europea attiva nella ricerca di una regolazione più semplice ed efficiente, ha proposto la riduzione delle linee guida rivolte all’industria, l’alleggerimento degli obblighi di segnalazione e reporting e la definizione di un quadro armonizzato per l’identificazione delle imprese piccole e non complesse. Dalle analisi EIOPA, alle quali ha contribuito in maniera importante lo stesso IVASS, emerge che un aumento della quantità di regole o di informativa non produce automaticamente un miglior accesso dei consumatori ai servizi assicurativi. Anzi, processi di vendita eccessivamente complessi e reportistica troppo abbondante possono ridurre la qualità delle decisioni del consumatore e persino indebolire la fiducia. Un esercizio di mystery shopping sui prodotti di investimento assicurativi, ha mostrato come la mera conformità formale agli obblighi informativi non sia di per sé sufficiente a garantire esiti ottimali per il cliente. Pertanto, semplificare non consiste semplicemente nel diminuire le regole, ma nel renderle più coerenti, proporzionati e realmente utili ai fini che si propongono.
La Prof.ssa Rabitti fa presente che le modalità di distribuzione dei servizi assicurativi stanno cambiando profondamente e che la disciplina deve adeguarsi a un contesto in cui il consumatore opera sempre più spesso online, in autonomia e in ambienti fortemente modellati da strumenti tecnologici. L’Artificial Intelligence Act introduce specifici obblighi di trasparenza per le imprese assicurative che utilizzano sistemi di intelligenza artificiale nei servizi rivolti alla clientela, e pone l’attenzione soprattutto sui sistemi di IA ad alto rischio, come quelli impiegati per il pricing o per la valutazione del rischio nei prodotti Vita e Salute, rispetto ai quali il cliente deve poter ottenere spiegazioni chiare e significative sul ruolo svolto dal sistema nel processo decisionale e sugli elementi principali della decisione adottata. Il recente parere EIOPA in materia di governance e risk management dell’intelligenza artificiale, ribadisce l’importanza della trasparenza e della spiegabilità dei modelli. Tuttavia, questi principi dovranno essere attuati in modo da non tradursi in meri oneri formali di conformità, privi di benefici effettivi sulla qualità del servizio.
La nuova direttiva sulla vendita a distanza dei servizi finanziari, recepita nell’ordinamento nazionale con il decreto legislativo n. 209 del 2025, che tiene conto della diffusione crescente dei canali digitali, introduce obblighi informativi nuovi e requisiti puntuali sulle modalità e sui tempi di fornitura delle informazioni nella vendita online. Di particolare interesse è il riconoscimento del diritto all’intervento umano anche in contesti altamente automatizzati, cioè la possibilità per il consumatore di interagire con una persona fisica, così come il divieto esplicito dei dark pattern, ossia di quelle pratiche di design delle interfacce che orientano il consumatore verso scelte non volute o non pienamente consapevoli. Un passaggio essenziale per garantire una trasparenza sostanziale, e non solo apparente, dell’esperienza digitale di acquisto.
Anche nell’ambito della Retail Investment Strategy, il filo conduttore delle riforme è costituito dalla semplificazione, dalla standardizzazione e dalla modernizzazione dell’informativa precontrattuale. Il passaggio da un regime paper-by-default a uno digital-by-default rappresenta un adeguamento strutturale del quadro normativo alle nuove forme di distribuzione, così come l’introduzione di un nuovo documento informativo standardizzato per alcuni prodotti assicurativi Vita privi di componente di investimento e l’obbligo di risk warning per i prodotti particolarmente rischiosi. Particolare attenzione deve essere poi prestata alle comunicazioni commerciali diffuse tramite social media o influencer, che debbono essere corrette, non fuorvianti e immediatamente riconducibili alle imprese o agli intermediari che le promuovono o per conto dei quali sono diffuse. Poiché la trasparenza deve seguire il consumatore là dove oggi effettivamente si forma la decisione di acquisto, i nuovi ambienti comunicativi e digitali non possono e non debbono essere trascurati.
Lo stesso Codice delle Assicurazioni Private pone l’accento sulla necessità di testi chiari ed esaurienti e sulla particolare evidenza delle clausole più rilevanti, come quelle che indicano decadenze, nullità, limitazioni delle garanzie o oneri a carico del contraente o dell’assicurato. Secondo IVASS, ciò esprime senza dubbio l’esigenza che i contratti assicurativi siano comprensibili per i destinatari. La chiarezza redazionale è un fattore capace di ridurre le interpretazioni divergenti, diminuire i costi operativi ed aumentare la certezza nella fase di esecuzione del rapporto, comprese la gestione delle prestazioni e quella dei sinistri.
La disciplina dei documenti informativi standardizzati si inserisce perfettamente nel contesto appena descritto. Dal 2018 sono previsti documenti come il KID per i prodotti di investimento assicurativi, l’IPID per i prodotti Danni, il DIP Vita e i vari DIP aggiuntivi, introdotti per rafforzare trasparenza e comparabilità, affiancando il regolamento contrattuale con documenti capaci di fornire un focus sui principali contenuti del prodotto, come prestazioni, costi, garanzie, esclusioni e limitazioni. Il recepimento della direttiva IDD ha portato a un sistema informativo articolato, fondato su documenti di base e documenti aggiuntivi, con l’obiettivo di guidare il cliente verso una decisione informata sui propri diritti e obblighi contrattuali. Ma questo sistema, pur nato per semplificare, ha mostrato nel tempo criticità in termini di chiarezza e sinteticità, e proprio da questa consapevolezza derivano gli interventi successivi.
Le linee di fondo del Provvedimento n. 147 del 2024, finalizzato a semplificare e razionalizzare l’informativa precontrattuale, vengono ricondotte alla tecnica redazionale dei contratti, alla loro architettura formale e visiva e all’identificazione di standard minimi di contenuto, per far comprendere che la trasparenza nei contratti assicurativi non serve soltanto a ridurre l’asimmetria informativa tra le parti, ma anche a promuovere l’accessibilità del mercato assicurativo per i cittadini. Introdurre limiti di pagine per i DIP aggiuntivi, eliminare le informazioni ridondanti, uniformare le nomenclature tra documenti, limitare i rinvii alle condizioni generali ai casi strettamente essenziali, ridurre i richiami normativi ai casi necessari, consente di razionalizzare l’informativa, onde renderla davvero fruibile.
L’audizione attribuisce un ruolo significativo alla soft law, cioè atti, regole, linee guida, raccomandazioni, orientamenti o codici che non hanno forza vincolante in senso stretto ma che, nella pratica, orientano comunque i comportamenti dei soggetti cui si rivolgono. Già nel 2016 era stata avviata un’interlocuzione con le associazioni degli operatori e dei consumatori dalle quali era scaturita poi, nel 2018, una lettera al mercato contenente linee guida per la redazione di contratti semplici e chiari. L’iniziativa nasceva dalle evidenze ricavate dall’analisi dei reclami, che segnalavano soprattutto difficoltà di comprensione delle clausole relative a garanzie ed esclusioni. L’IVASS ha progressivamente sviluppato un approccio che non si limita alla prescrizione formale, ma utilizza anche strumenti di moral suasion e orientamento del mercato, con l’obiettivo ultimo di prevenire conflitti e contenzioso ed avvicinare i cittadini alle assicurazioni e rafforzarne la fiducia nel sistema.
Una ricerca condotta nel 2021 su oltre duemila individui ha mostrato che, subito dopo il costo della polizza, uno dei principali fattori che disincentivano la sottoscrizione di contratti assicurativi è la scarsa comprensibilità dei documenti contrattuali. Nel 2022, il percorso è proseguito con metodologie di analisi dei testi basate su tecnologie digitali. L’indagine, che ha combinato misurazioni quantitative della leggibilità e analisi qualitative della struttura dei testi e degli elementi grafici, ha mostrato un livello di difficoltà tale da escludere in media i cittadini con un titolo di studio non superiore alla scuola secondaria di primo grado e da mettere comunque in difficoltà anche quelli con istruzione superiore. I risultati sono stati poi condivisi con le imprese, e la risposta del mercato è stata positiva. Le Compagnie hanno avviato revisioni dei prodotti, rielaborazione dei testi, maggiore attenzione alla chiarezza espositiva e adozione di linee guida comuni. Il follow-up svolto nel 2024-2025 ha evidenziato miglioramenti nell’88% dei contratti esaminati, ma restano aree da migliorare, soprattutto sul piano della semplificazione strutturale, della riduzione della duplicazione informativa e dell’uso di strumenti grafici capaci di evidenziare meglio le clausole rilevanti.
Ogni forma di comunicazione con il cliente deve essere resa chiara e trasparente, non soltanto i documenti precontrattuali e il testo del contratto. Da qui, la verifica avviata nel 2024 sulle modalità di redazione del Documento Unico di Rendicontazione, che viene inviato annualmente agli assicurati con polizze Vita per aggiornarli sul valore della prestazione maturata, sui costi e sui rendimenti. IVASS ha emanato una lettera al mercato rivolta alle funzioni di compliance delle compagnie, chiedendo di verificare che le informazioni contenute nel DUR siano complete, chiare e capaci di coniugare contenuti tecnici con un linguaggio semplice. Questo intervento ha attivato all’interno delle Compagnie un processo virtuoso di revisione critica, con miglioramenti significativi sia nel linguaggio sia nella modalità di presentazione delle informazioni.
Oggi molti contratti vengono sottoscritti online, in autonomia, e in questo ambiente il consumatore riceve informazioni attraverso una pluralità di canali, spesso senza il supporto diretto di un interlocutore. Le decisioni risultano perciò spesso fortemente influenzate da distorsioni cognitive ed emozionali, amplificate dall’architettura delle piattaforme online. Per questo motivo, diventa ancora più importante che i messaggi siano semplici, chiari e scevri da qualsiasi ambiguità. IVASS sta avviando, con il supporto del mondo accademico, un progetto volto a potenziare il ricorso all’economia comportamentale nelle azioni di vigilanza, al fine di analizzare in che misura tali distorsioni incidano sulle decisioni assicurative di acquisto online.
La semplificazione del linguaggio dei contratti è un obiettivo essenziale di tutela del consumatore, ma non può produrre risultati significativi se non è accompagnata da un parallelo rafforzamento delle competenze dei cittadini. Semplificazione e accrescimento delle conoscenze sono elementi complementari di una strategia integrata di trasparenza e protezione. In questo quadro si colloca l’impegno che IVASS persegue insieme alla Banca d’Italia e al Comitato Edufin, con l’obiettivo di rafforzare le competenze degli Italiani in materia di risparmio, investimenti, previdenza e assicurazione.
Altro settore nel quale la semplificazione può produrre benefici immediati, è la gestione dei reclami. L’iniziativa IVASS Reclami On Line consentirà la presentazione dei reclami attraverso un portale web dedicato, volendo essere strumento capace di favorire una presa in carico più immediata delle segnalazioni, un’interazione più semplice e tempestiva con i cittadini e un aumento complessivo dell’efficienza dei tempi di lavorazione. L’Istituto sta lavorando anche allo sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale, compresa quella generativa, a supporto delle attività di gestione e analisi dei reclami, quale strumento di miglioramento organizzativo e di rafforzamento della capacità di risposta dell’istituzione, purché naturalmente ne siano governati i rischi.
L’avvio dell’Arbitro assicurativo, previsto dall’articolo 187.1 del CAP, è un sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie analogo agli organismi già esistenti in ambito bancario e finanziario, con funzione conformativa. Le pronunce dell’arbitro, pur prive di efficacia vincolante, contribuiranno a riempire di contenuto clausole generali e regole di condotta quali correttezza, trasparenza e diligenza nelle condotte di mercato. Inoltre, decisioni relative alla chiarezza dei documenti informativi, all’adeguatezza o alla trasparenza dei costi potranno definire standard operativi concreti, orientando le imprese verso la revisione dei propri modelli contrattuali e organizzativi. L’eventuale mancato adeguamento alle decisioni dell’arbitro può esporre il soggetto vigilato a conseguenze reputazionali. In questa prospettiva, l’Arbitro assicurativo viene inserito dentro il più ampio disegno di rafforzamento della trasparenza e di miglioramento qualitativo del mercato.



