Osservatorio Cyber CRIF Attacchi sempre più numerosi e sofisticati nel I semestre 2024

Osservatorio Cyber CRIF Attacchi sempre più numerosi e sofisticati nel I semestre 2024. Negli ultimi anni, il panorama della sicurezza informatica è stato caratterizzato da una crescita costante e allarmante degli attacchi cyber, che mettono a rischio dati personali e sensibili degli utenti. Il primo semestre del 2024 non fa eccezione, registrando un aumento del 10% nel furto di dati diffusi sul dark web rispetto ai sei mesi precedenti. Le minacce sono diventate sempre più sofisticate e mirate, rendendo più complesso difendersi da attacchi quali phishing, smishing e exploit zero-click. Questo risulta dai dati raccolti dall’Osservatorio Cyber di CRIF, che analizza i principali trend globali, l’impatto specifico sulla situazione italiana, le tipologie di dati più frequentemente esposte e le misure preventive necessarie per contrastare questa crescente minaccia. La sempre maggiore sofisticazione delle tecniche di attacco – avverte l’Osservatorio – richiede una risposta altrettanto avanzata sia a livello individuale che collettivo, attraverso l’educazione alla sicurezza digitale, l’adozione di tecnologie di protezione e una maggiore consapevolezza dei rischi associati all’esposizione dei propri dati personali online.

Nei primi sei mesi del 2024, sono stati inviati quasi 1 milione di alert relativi all’esposizione di dati personali sul dark web, un numero in crescita del 10% rispetto al semestre precedente. Questo incremento sottolinea le difficoltà degli utenti nel difendersi efficacemente dagli attacchi di phishing, smishing, vishing e spear phishing.

Gli attacchi sono diventati sempre più sofisticati, includendo l’utilizzo di exploit zero-click, che permettono di eseguire codice malevolo semplicemente attraverso la ricezione di un SMS, senza alcuna interazione da parte dell’utente. Si tratta di una minaccia concreta, soprattutto perché la gravità massima degli alert è aumentata del 31,6% rispetto al semestre precedente. Nonostante l’esposizione di dati sul web pubblico sia diminuita del 34% nel medesimo periodo grazie a normative più stringenti sulla privacy, il rischio nel dark web resta elevato.

Analizzando i dati più frequentemente esposti nel primo semestre del 2024, emerge che i cybercriminali puntano soprattutto su combinazioni di informazioni che possono permettere attacchi mirati. In particolare, l’indirizzo di residenza completo associato all’e-mail è diventato un dato appetibile, con un incremento del 146% rispetto al secondo semestre del 2023. Allo stesso modo, è aumentata del 142% la combinazione del numero di telefono con l’e-mail.

Queste combinazioni di dati sono preziose per i malintenzionati, poiché consentono di identificare gli individui in modo univoco, migliorando l’efficacia delle truffe di ingegneria sociale come lo spear phishing. Ad esempio, le informazioni raccolte possono essere sfruttate in attacchi di Business E-mail Compromise (BEC) o nella cosiddetta “truffa del CEO”, dove i cybercriminali inviano e-mail mirate ai dipendenti, fingendo di essere un’entità affidabile come il CEO dell’azienda stessa. Anche se il numero di carte di credito rubate è in leggero calo, il 41,79% delle segnalazioni include ancora informazioni estremamente sensibili come dati di sicurezza e date di scadenza.

L’Italia non è immune da questo fenomeno. Nel primo semestre del 2024, il 36,8% degli italiani ha ricevuto almeno un alert riguardante l’esposizione dei propri dati sul dark web. Il Paese si posiziona al 7° posto nella classifica mondiale per il numero di indirizzi e-mail compromessi e messi in circolazione sul dark web. Riguardo ai dati delle carte di credito, l’Italia è al 18° posto nella classifica globale.

A livello regionale, le zone più colpite includono il Lazio (18,7%), la Lombardia (13,8%), la Sicilia e la Campania (entrambe all’8,5%). In proporzione, tuttavia, sono gli abitanti di Molise, Sicilia, Lombardia, Umbria e Valle d’Aosta ad aver ricevuto più notifiche di alert. Gli uomini costituiscono la maggioranza degli utenti coinvolti (64%), con una prevalenza nelle fasce d’età tra i 51-60 anni (25,8%), 41-50 anni (25,5%) e over 60 (25,5%).

I servizi VPN (Virtual Private Network) sono al primo posto tra gli account compromessi sul dark web nel primo semestre 2024, rappresentando il 30% delle rilevazioni. L’utilizzo di VPN è cresciuto in modo esponenziale tra gli utenti privati per garantire una connessione sicura anche su reti pubbliche. Seguono gli account relativi ai social network (18%), servizi internet (11%), servizi finanziari (10%) e piattaforme di e-commerce (7%).

Le credenziali rubate possono essere utilizzate in molti modi, tra cui l’accesso non autorizzato agli account delle vittime, l’uso abusivo dei servizi, l’invio di messaggi con richieste di denaro o phishing, o la distribuzione di malware e ransomware. La disattenzione dell’utente e l’uso di password semplici o ripetute su più account continuano a essere tra le cause principali di questi furti.

La crescente sofisticazione degli attacchi informatici evidenzia la necessità di un’educazione continua sulla sicurezza digitale. È fondamentale essere consapevoli dei rischi associati alla condivisione di dati personali e utilizzare strumenti di protezione, come servizi di monitoraggio delle credenziali e autenticazione a più fattori.

Inoltre, mantenere alta l’attenzione rispetto alle richieste di dati personali e adottare password complesse e uniche per ogni account sono misure cruciali. Le aziende e gli utenti devono collaborare attivamente per prevenire la diffusione di informazioni sensibili sul dark web e mitigare il rischio di frodi.

Immagine creata da Alessandra con ChatGpt per AUA Online

 

 

Alessandra Schofield

Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, da oltre vent'anni sono vicina alle realtà associative di primo e di secondo livello degli Agenti d’assicurazione, prestando consulenza professionale nell’ambito della comunicazione. All’attivo ho anche un’esperienza nel mondo consumeristico. Attualmente collaboro con AUA Agenti UnipolSai Associati, dedicandomi a questo grande e coinvolgente progetto con passione ed entusiasmo.